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Jus Bologna Sport > PegasJus > Visita al Museo della cavalleria di Pinerolo e ai "luoghi caprilliani"

Programma
Sabato 2 luglio
h 16,00: ritrovo dei partecipanti a Bologna, Piazza del Baraccano;
partenza alla volta di Pinerolo con vetture personali o, qualora il numero dei partecipanti lo richiedesse a noleggio, previa composizione degli equipaggi al fine di imprimere al viaggio, fin dal suo inizio, la giusta connotazione ricreativa;
h. 19,30: arrivo a Pinerolo, sistemazione in albergo e cena conviviale;
h. 22,00: gelato nel centro città ;
Domenica 3 luglio
h. 10,00: visita al Museo della Cavalleria e a seguire visita alla cavallerizza Caprilli e al castello di Mombrone;
h. 13,00: brunch domenicale e rientro a Bologna con le stesse modalità dell'andata.

Costi
Tutte le spese delle attività comuni (compreso il viaggio ed escluso il pernottamento) saranno divise in partiuguali fra i partecipanti;Il pernottamento in albergo sarà regolato direttamente da ciascuno presso la direzione dell'albergo prescelto.
Le soluzioni alberghiere sono due: nel centro di Pinerolo, l'Hotel Regina (3 stelle) e poco fuori Pinerolo, nelladirettrice per San Secondo, l'Hotel Barrage (4 stelle).
Iscrizioni e prenotazioni
Entro e non oltre il 24 giugno 2016 contattando direttamente il Presidente Pegasjus Avv. Katia Lanosa(studiolegalelanosa@gmail.com – 348/2424882) o il Collega Avv. Mario Renzulli (avv.mariorenzulli@libero.it -
051.347548).
Si evidenzia che l'accesso alla cavallerizza Caprilli deve essere autorizzato dall'autorità militare competente a cui, quindi, dovrà essere indirizzata richiesta, a cura dell'organizzazione, con congruo anticipo.
Avvertenza
Il programma potrà subire cambiamenti nella sua articolazione, ferma restando la data.
Qualora il numero dei partecipanti lo richiedesse, si valuterà l'opzione del noleggio di una o più autovetture da 7/9 posti.

Il Presidente Pegasjus
Avv. Katia Lanosa

SCHEDA STORICA
Dalla metà del 1800, e per un secolo, Pinerolo, non distante da Torino, è stata sede della Scuola Militare di Cavalleria.
Un accostamento con le accademie militari attuali sarebbe improponibile, perché la cavalleria di quegli anni era molto di più di un'arma intesa come specialità dell'esercito, essendo l'espressione di un mix irripetibile di impegno bellico, sport e stile di vita.
In quel torno di tempo, che ebbe il suo epilogo con la seconda guerra mondiale ( ossia, emblematicamente, con le cariche di Isbuscensky e di Poloj del 24 agosto e del 17 settembre 1942) un ufficiale di cavalleria ( cito Federico Tesio) <>.
La scuola di equitazione di Pinerolo - e, con essa, la sede dei corsi complementari di equitazione di campagna di Tor di Quinto (alle porte di Roma)- ricevettero fra la fine dell'Ottocento e i primi anni del Novecento l'imprintig del Cap. Federico Caprilli, ideatore del sistema di equitazione naturale, squisitamente e irrinunciabilmente italiano.
In virtù di tale sistema, che in estrema sintesi consiste nell'assecondare l'atteggiamento naturale del cavallo attraverso la libertà dell'incollatura ottenuta con il contatto sensibile della mano e l'impulso impresso delle gambe, il cavallo risulta diritto, leggero e in avanti.
Grazie ad esso (a cui si rifanno, più o meno consapevoli delle sue vere origini, quelli che dicono di montare “all'inglese”) l'Italia ha dominato pressoché incontrastata nelle competizioni internazionali nel mezzo secolo successivo alla morte del suo ideatore, ossia – per seguire le fil rouge degli ufficiali di reparti montati e limitandosi a quelli universalmente noti - fino a Piero e Raimondo D'Inzeo.
La visita al Museo della Cavalleria consente di reimmergersi nell'atmosfera dell'epoca aurea dell'equitazione e la suggestione di quel periodo accompagnerà anche la visita (probabilmente l'ultima possibile) alla cavallerizza Caprilli, ormai destinata a non essere più tale in quanto, dal prossimo 30 giugno, non sarà più sede del Centro ippico militare di poi che anche il Nizza Cavalleria non è più di stanza lì.
Degli altri “luoghi caprilliani”, cioé dei luoghi in cui Caprilli metteva a punto il suo sistema anche attraverso l'istruzione degli allievi della Scuola, sarà possibile vedere il Castello di Mombrone dall'interno delle cui rovine i cavalli saltavano nel dirupo esterno attraverso un davanzale che si apriva sul vuoto.
Il galoppatoio di Baudenasca invece, fa ora parte di un'area di demanio militare con diversa destinazione e pertanto non è più riconoscibile nella sua originaria funzione.
Il terribile scivolo di Baldissero ( o meglio ciò che ne era rimasto per l'erosione naturale della cresta che lo costituiva) è stato purtroppo inglobato in una pista da motocross.
Sic transit gloria mundi.
Avv. Mario Renzulli

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